IL TEMPO RITROVATO

IL TEMPO RITROVATO
Pagine di Pietra

Questa nuova stagione di Massimo Bollani si caratterizza per la spiccata centralità conferita alla materia, che diventa punto di partenza e stimolo principale del fare. Non si tratta di una “matericità” ottenuta con stratificazioni cromatiche dense, ma di una vera e propria pasta modellata e formata che divenuta “pietra” ne reca tracce visibili: sottili incisioni colorate, solchi più ampi e profondi, innesti di chiodi e di altri oggetti trovati. Dettagli potenti, ancor più plastici dell’insieme, sopra ai quali il colore giunge in un secondo tempo, come deposito di polvere, patina o incrostazione. Non steso, pennellato, piuttosto lasciato piovere, ristagnare nelle cavità del supporto e penetrare nei pori della superficie, in modo che il tempo faccia la sua parte. Simboli e segni tracciati nella roccia, come nella materia rigonfia dei suoi lavori, accomunati dal potere di fascinazione e di attrazione che esercitano fino a sembrare elementi di un rituale intimo e antico, capaci di imporsi perentoriamente allo sguardo, suscitando nell’osservatore un appagante senso di famigliarità, ma rimanendo allo stesso tempo linguaggio estraneo ed arcano. Bollani propone una linea di ricerca che pur mantenendo un aspetto grezzo e ricomposto in ordinati equilibri, assume volontariamente una vivacità cromatica che conferisce al dato segnico un aspetto più emotivo. E’ come una sorta di scrittura che si rinnova ad ogni pagina, spinge il processo di metamorfosi della materia attraverso l’intero ciclo di opere, evocando visioni di un mondo magico e misterioso, costituito da anfratti e rilievi, fessure e crateri, simboli arcani e reperti archeologici. David Arnaldo De Carolis