GUIDO GOZZANO

GUIDO GOZZANO
Torino 19/12/1883 - Torino 9/08/1916

Poeta appartenente, assieme ai romani Govoni e Corazzini, al movimento “crepuscolare”. Con la prima raccolta poetica dal titolo La via del rifugio e poi con il capolavoro I colloqui, Gozzano definisce il processo di attraversamento / superamento dell’opera di Gabriele D’Annunzio. Prendendo le distanze dall’enfasi tipica del poeta abruzzese, Gozzano orienta il proprio sguardo su le buone cose di pessimo gusto distinguendosi per la peculiare capacità di esprimere un divino senso di leggerezza, una levitas tesa all’affermazione di una distanza, di una inafferrabilità della vita ritenuta esperienza impraticabile. Viene, quindi, tratteggiata una insostanzialità dell’Essere che appare inadeguato a farsi concreto attore del reale. Attraverso un linguaggio poetico fortemente orientato alla narrazione e con il sostegno dell’ironia, viene mostrata, in controluce, la profondità della disperazione esistenziale sperimentata all’interno di immagini capaci di una purezza disarmante. Il percorso poetico di Gozzano trae spunto dalle opere dei poeti simbolisti francesi (tra cui J. Laforgue e F. Jammes) e fiamminghi (M. Maeterlinck). Oltre ai molti riferimenti letterari e al manifestarsi della tubercolosi, anche la relazione, mai pienamente esperita con la poetessa Amalia Guglielminetti, contribuirà alla realizzazione di un substrato esperienziale da cui partire nella definizione delle tematiche trattate all’interno della produzione Gozzaniana. Si tratta, infatti, di un’opera ricca di figure femminili dotate di una personalità talvolta semplice e disarmante, talaltra più complessa e forte. Siamo di fronte, in ogni caso, a personaggi destinati a confermare l’impossibilità dell’amore di farsi esperienza nel quotidiano hic et nunc.