ALBERTO BOSISIO

ALBERTO BOSISIO
L'incanto del bosco

Alberto Bosisio è un pittore interprete della grande poesia della natura, una poesia che non ha tempo, accordando il suo ritmo a quello dell'eternità, la canta nei sui quadri, grandi tele a olio, con la tecnica della spatola, a lui congeniale, in uno stile figurativo post-impressonista, espresso in chiave moderna, con un'esecuzione pittorica dalle caratteristiche divisioniste.
La bellezza delle sue opere nasce dal colore, è un colorista con la passione per il paesaggio, che ritrae in vedute della campagna lombarda: "Laghi e colline. Pure questo paesaggio rispecchia il carattere lombardo che quando finisce di essere pratico, dà nel romantico", così Guido Piovene nel suo "Viaggio in Italia": è la Brianza sentimentale e romantica con le sue colline che si stagliano "in quel cielo di Lombardia così bello quando è bello, così splendido, così in pace", ammirata da Alessandro Manzoni.
Molto sentito il legame con la sua terra, con i suoi colori accesi caldi, contrapposti a freddi blu violacei, che danno tuttavia vita a ad armonici accordi tonali, giunge a una appassionata sintesi del reale che regala, improvvisamente, a un bosco visto da sempre, l'incanto della scoperta, o in uno scorcio paesistico coglie la potente suggestione che lo porta a tradurre la realtà in pittura.
Bosisio dipinge una Brianza agreste, dove qua e là traluce la fronda dell'ulivo, e si piega sotto il peso dei grappoli la vite, i boschetti, i terrazzamenti che narrano l'antica fatica degli avi, oggi recuperati per produrre "il vino di Milano", il Rosato di Montevecchia (dista Km.24 dal capoluogo), già amato dal regista Mario Soldati e dal giornalista Gianni Brera.

Sono paesaggi vibranti di colore, alberi in primo piano, faggi, castagni e , là, in fondo, oltre le candide betulle dalla corteccia screziata, l'azzurro pacato di un laghetto dalle acque calme, ricco di vita silente, o l'incendio dell'autunno nel bosco, il rosseggiare dei tronchi nella neve, palpitanti nella vitalità del carminio: solo lo sguardo può davvero penetrare scoprendo la forza infinita del desiderio che ci abita, e ci invita a perderci nella sinfonia del colore…o ancora, il ritmo forsennato e lirico dei vigneti sui terrazzamenti, illuminati dall'aria limpida della giornata ottobrina ci dà l'immagine del senso umano dei giorni che passano.
E' un rinnovato amore per le opere dell'uomo; la bella campagna somiglia a un giardino, il giardino più bello, in cui è facile perdersi nei colori, nei profumi e nei suoni delle sue terre...ed è bello levare lo sguardo, oltre il tripudio delle corolle, là, nel cielo dorato, impalpabile e attonito.
L'ambiente collinare è inciso a fondo nello spirito dell'artista, ecco perché lo rappresenta costantemente: è un enigma mai risolto, e perciò fonte di continua ispirazione; la visione data dalle pennellate tormentate che rendono la vibratilità delle foglie sui rami, scaturisce da un impulso lirico, dal desiderio del ricordo: la macchia dei boschi amati e visitati nei riti quotidiani.
E c'è una veduta dell'amato borgo innevato, dove la sinfonia dei bianchi e dei grigi, stesi con pennellate morbide, soavi evoca le stampe di una volta, cariche del fascino delle stagioni che non sono più , velate dal rimpianto, dal desiderio del tempo perduto, visioni avvolte dal colore del tempo, cariche della poesia che nasce dall'incanto della memoria della propria terra, mediata dal filtro della pittura.
Borghi come Olgiate, Merate, Calco, Imbersago già furono cantati nei quadri di grandi esponenti del vedutismo lombardo, Gola, Frisia, Carpi, Morlotti e quello che accomuna questi lombardi è lo sguardo ravvicinato sulla loro terra a distillarne i densi umori, di cieli bassi e poi trionfanti, di acque ferme e pesanti, di colline dalle prospettive chiuse… La ricerca di Bosisio pare quella di una sostanzialità estetica che vorrebbe rifuggire da letture contenutistiche, ma in realtà si fa metafora delle nostre nostalgie.
Wanda Scharf